Editore: DAS Production- Firenze
Lit.39.000
Sulla scia dell'enorme successo di Dylan Dog, l'"investigatore dell'incubo" creato da Tiziano Sclavi, è nato il primo gioco
dell'orrore "made in Italy". Il successo è stato travolgente: la prima tiratura di 3000 copie è andata esaurita in meno di un mese, e viste le 400.000 copie vendute dal mensile a fumetti le prospettive sembrano essere veramente rosee.
Ovviamente il fatto di essere etichettato col nome di uno degli "eroi di carta" più venduti d'Italia è stato sicuramente un fattore determinante in questo successo, ma il gioco non delude comunque le aspettative.
Il formato in cui si presenta è, a dire il vero, insolito: due libretti, uno di 154 pagine ed uno di 36, in carta patinata, che si
mimetizzano perfettamente, per dimensioni e grafica, con gli albi pubblicati da Bonelli. L'unica (non insignificante) differenza è il costo 10 volte maggiore...
Lo spessore del regolamento potrebbe a prima vista intimidire un giocatore poco esperto: in realtà una cinquantina di pagine
sono dedicate alla Londra di Dylan Dog ed ai principali personaggi delle storie.
Inoltre, le descrizioni delle abilità e degli incantesimi, che non sono certo una lettura obbligata, occupano un altro cospicuo
numero di pagine. Le regole vere e proprie sono un po' più complicate di quelle de Il Richiamo di Cthulhu, alle quali per
diversi aspetti assomigliano.
Il secondo libretto, di 36 pagine, contiene 3 avventure dell'orrore.
Non entriamo qui nel merito delle trame, per non rovinare il
gusto di giocarle. Le avventure sono ben costruite e divertenti, anche se a mio avviso non riescono a rendere molto bene lo
spirito particolare che emana dalle storie di Dylan Dog.
In effetti questo è probabilmente il principale limite del gioco, che è altrimenti molto valido sia come presentazione che come contenuti: la difficoltà di trasmettere quel peculiare senso di malinconico orrore che emana dalle creazioni di Sclavi, e di
riprodurre le surreali atmosfere del fumetto, sia nello scrivere che nel giocare le avventure. Aspettiamo comunque la pubblicazione degli scenari annunciati dalla DAS per vedere se gli autori, in avventure di più ampio respiro, sono riusciti a ricostruire meglio i toni che siamo abituati ad incontrare nel fumetto.
(RDM)